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AH-CHE-WAGA-CHUN

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AH-CHE-WAGA-CHUN Ovvero COLUI CHE SI ARRAMPICO’ SULL’ALBERO Oggi ti presento un personaggio così poliedrico e complesso, che spero di stupirti, meravigliarti, incuriosirti. Racconterò del giovane poeta Pietro Tartamella, che si arrampicò su un albero a Torino, in Piazza Carlo Felice, il 9.12.1973.   La sua fu una protesta, una delle tante che hanno segnato la sua vita. Il narratore, lo scrittore, l’insegnante di dizione e lettura ad alta voce, l’affabulatore, l’organizzatore di momenti culturali che conobbi io tra la fine degli anni ‘90 del secolo scorso e i primi sei anni del 2000, capelli lunghi bianchi, legati in una coda di cavallo, voce profonda e andatura lenta, pipa in bocca, era un bambino di quattro anni quando si traferì con la sua famiglia da Camporeale a Ventimiglia. Nelle stradine e nelle piazzette di Ventimiglia Alta, Piazza Rocchetta, Pietro sperimentò, visse, osservò e comprese le ingiustizie e le vessazioni perpetrate da bande di raga...

IL SORRISO DI ANNA MARIA POGGIO

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Continuo a scrivere per te, lettore e lettrice, intorno a persone le cui vite trovo molto interessanti e poco conosciute. Anche questa volta, come con Massimo, ho intervistato telefonicamente, a causa delle norme di distanziamento sociale. Conobbi Anna Maria Poggio nei primi anni ’90 presso la Scuola di Grafologia di Torino della Prof.ssa Carena Acino. Lei lavorava presso la Ferrero, mentre io, licenziatami dal mio lavoro a tempo indeterminato, studiavo per laurearmi in Lettere e frequentavo il corso per grafologi, dopo aver costatato quanto possa variare la propria scrittura in situazioni di forte stress e desiderosa di acquisire la conoscenza di un test che mi è servito poi negli anni da docente. Ricordo il suo sguardo: gli occhi brillavano, emettevano gioia di vivere e luce. Ricordo i capelli lunghissimi di colore biondo oro e il sorriso. Un bellissimo sorriso, che si apriva mentre gli occhi scintillavano. Sedeva al banco davanti a me, durante le lezioni e quand...

RICOMINCIAMO

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18.05.2020  RICOMINCIAMO L'Italia è nuovamente in movimento. In mezz'ora ho ricevuto una telefonata di una compagnia elettrica e un signore con mascherina ha bussato alla mia porta per lo stesso motivo: contratti con una compagnia elettrica! Il mio atteggiamento è stato lo stesso di 90 giorni fa: no grazie, non mi interessa. Oggi non sono andata al bar: mi dispiace ma non ci andavo neanche prima.  Da oggi possiamo vedere gli amici. Questo l'ho fatto:  ho dato due gomitate a due amici per salutarli. Tutti e quattro siamo rimasti sotto al portone e tutti e quattro indossavamo mascherine e guanti. Loro due non portavano i segni dell'isolamento: era come se fossero usciti in quel momento dal barbiere e dal parrucchiere. Noi due: io ho ben quattro centimetri di ricrescita bianca, che si aggiunge al biondo dorato che parte dopo i quattro centimetri. I miei capelli sono arricciati e selvaggi. Mio marito ha la barba lunga e i pochi capelli che gli restano sparati in tes...

IL MONDO IN UNA STANZA N. 7: RICOMINCIAMO DALLA CULTURA

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Nicola Lagioia ha appena inaugurato, all'interno di un deserta Mole Antonelliana, l'edizione extra del Salone del Libro. On-line, in diretta, come tutto ciò o quasi che molti di noi fanno in questi giorni di pandemia. Ricominciamo dalla cultura: proprio dalla cultura, cioè dai libri che ci hanno tenuto compagnia con le loro storie in questi giorni di quarantena. Un Salone dedicato ai medici e agli infermieri, un Salone per il quale hanno lavorato notte e giorno, un Salone al quale molti scrittori hanno aderito e che vedremo sfilare sui nostri schermi uno dopo l'altro in questi entusiasmanti quattro giorni, quattro giorni di speranza, quattro giorni in cui reagire. Nicola Lagioia è lo scrittore e l'uomo delle sfide impossibili, come quella di quattro anni fa, quando i grandi editori si erano spostati a Milano. A Torino il suo Salone del libro fu un successo tale che gli stessi editori tornarono l'anno dopo nel capoluogo sabaudo. E ora questa sfida : un Sa...

IL MONDO IN UNA STANZA N. 6

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9 marzo 2020 – 4 maggio 2020 # io sto a casa # io sto ad almeno un metro da te, con la mascherina e i guanti # noi dobbiamo imparare a convivere con il virus Sono trascorsi due mesi, giorno più, giorno meno, dall’inizio della pandemia in Italia. Molti di noi hanno riorganizzato la propria vita quotidiana, la routine, i propri pensieri e il proprio cuore. Da un giorno all’altro le auto si sono fermate sotto casa: chissà quanti di noi hanno trovato   la batteria scarica. In cielo nessun aereo. Nelle stazioni ferroviarie il silenzio. Gli autobus cittadini giravano totalmente vuoti. Silenzio. Da un giorno all’altro abbiamo convissuto con il bollettino quotidiano dei contagiati, almeno di quelli di cui sappiamo, dei guariti e purtroppo dei morti, troppi e morti tragicamente   soli. Abbiamo ascoltato storie, di amici, storie di intervistati, abbiamo capito che non si sa nulla, che si procede per tentativi ed errori. Ci siamo abituati a vivere nelle nos...

IL MONDO IN UNA STANZA N. 5: 75 ANNI DI FORTUNA

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25 aprile 2020: sono trascorsi settantacinque anni dalla Liberazione dell’Italia dall'occupazione nazi-fascista. Questo festeggiamo tutti gli anni, tutti, indipendentemente dalle nostre simpatie politiche, noi italiani festeggiamo di esserci liberati da un regime totalitario, che ha scatenato la II Guerra Mondiale, che   aveva il progetto di sottomettere tutta l’Europa e di sterminare gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, i testimoni di Geova, i malati psichiatrici, i disabili e gli oppositori politici, ovviamente. Festeggiamo la fine dei combattimenti, delle rappresaglie, dei bombardamenti, delle deportazioni, delle torture, del terrore vissuto da milioni di esseri umani nei campi di concentramento e di sterminio.  Festeggiamo la fine della fame causata dalla guerra e della paura. Molti, moltissimi non tornarono. Da allora abbiamo chi studiato, chi vissuto la crescita sociale ed economica del nostro bel Paese: giorno dopo giorno i nostri padri hanno lavor...

IL MONDO IN UNA STANZA N. 4 - PRESENTAZIONE LIBRO

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Come tutti in questo periodo, anche io ho congelato ogni progetto che preveda l'incontro con altri, che preveda recarsi in un altrove che non sia la propria casa. Abbiamo un'agenda dove abbiamo iniziato a scrivere ciò che faremo, che non abbiamo fatto, posticipiamo di giorno in giorno. In questo momento "il fare" è poco importante o meno importante, pur sapendo bene che prima o poi dovremo tutti tornare a "fare" . Mentre la maggior parte di noi non fa nulla o quasi, sappiamo che altri stanno lavorando tantissimo e rischiano la loro vita per salvarne altre e a loro il mio costante pensiero e ringraziamento. In questo limbo, in questa bolla in cui vivo, Andrea Donna, Presidente di Difendiamo il Futuro, che mi aveva invitato a suo tempo a presentare il mio libro, mi ha proposto di presentarlo in diretta, stando ognuno a casa propria. Provare quindi a vivere una specie di normalità. Ho accettato. Ho invitato l'amica e lettrice ad alta voce Bruna Pa...