Post

I CANTI D'AMORE DI WOOD PLACE

Immagine
  Ho vissuto una settimana, la prima del 2023, immersa nella storia di quattro famiglie, vissute dal 1700 ai giorni nostri, in un villaggio chiamato “Il Posto in mezzo agli Alberi Alti” abitato dalla tribù dei Creek, tra i fiumi Okmulgee e Ogeechee; oggi questo luogo si trova in Georgia. In questo luogo, la gente sapeva che: “noi siamo la terra, il suolo. I suoi alberi, la sua acqua”.   A Wood place la gente sapeva vivere rispettando la terra che l’ospitava. Ad intrecciare sapientemente le storie di tanti personaggi è stata una scrittrice statunitense, Honorée Fanonne Jeffers, realizzando una vera e propria epopea al femminile. La macrostoria è quella della acquisizione delle terre di nativi americani da parte di bianchi, che in Inghilterra erano stati espropriati a loro volta della possibilità di mangiare i frutti degli alberi e di tagliare la legna dei boschi, all’epoca delle famose leggi sulle recinzione delle terre comuni; queste leggi, che favorirono l’aristocrazia, p...

Leggere Lolita a Teheran

Immagine
  Caro lettore e cara lettrice, la recensione che segue è l’ultima del 2022, anno in cui ho letto tanto ma ho recensito poco, perché ho privilegiato le interviste e la mia vena giornalistica a quella di presunta critica letteraria. Questo libro lo devo recensire, in onore di tutte le donne iraniane che sono morte per mano dei loro aguzzini, di tutte le donne iraniane che continuano a lottare sfidando la morte ogni momento, per tutto le donne iraniane che languono nelle carceri, per tutti gli iraniani che si sono uniti a loro, sono in prigione o morti, per tutte le donne che nel mondo lottano per vivere libere. Lo ricevetti in regalo un Natale di tanti anni fa, da una mia cara amica che visse giovinetta in Iran, il paese allora era governato dallo Scià. Annabella quando parlava della Persia, le si illuminavano gli occhi e poi mi mostrava degli oggetti di rara bellezza, ricordo di quel periodo felice. Il libro si intitola “Leggere Lolita a Teheran ”. La scrittrice, Azar Nafi...

IL GIARDINIERE POETA

Immagine
  Se vivi a Torino, se frequenti il centro storico, non puoi non esserti fermato ad osservare quelle strane creature eteree, inserite con delicatezza accanto ad un’aiuola o dentro un’aiuola. Sono bianche. Senza abiti. L’aria le attraversa, rendendole creature libere. Molte di loro sono in bicicletta. Spesso ci sono farfalle intorno, rose, gatti nei cestini delle bici. Tutti simboli di libertà. E quasi sempre c’è un libro, simbolo per eccellenza di libertà. Una volta fui fortunata e, accanto alla Biblioteca Nazionale, incontrai l’artefice di queste sculture. Parlammo   e appresi che lo scopo principale delle sue opere era quello di stupire il passante che, fermandosi, avrebbe potuto ammirare i fiori dell’aiuola, curati dai suoi bravissimi colleghi. Ci tiene a dirmi che ha dei colleghi bravissimi, lo ripete diverse volte nel corso del nostro colloquio, ma io non ne ho alcun dubbio, le aiuole sono sempre molto belle. Lo scultore è un giardiniere del Comune di Torino. E lui,...

UNA VITA DA FOTOGRAFO

Immagine
Caro lettore e cara lettrice, un anno fa intervistai Valerio Minato, ti raccontai la sua storia, che è anche una storia di un grave incidente sul lavoro oltre essere una storia di una grande passione diventata lavoro: la fotografia. Il 31 agosto di quest'anno ci fu un gravissimo incidente sul lavoro: cinque operai furono travolti da un treno mentre sostituivano i binari a Brandizzo. Una tragedia dovuta alla superficialità, alla fretta, alla scarsa considerazione della vita. Valerio scrisse un post su facebook, che copio ed incollo con il suo consenso: nelle sue parole troverete l'amarezza per il suo incidente sul lavoro  e una riflessione  sui danni mortali del sistema lavorativo odierno (al 31.08.2023 si contavano 500 morti "di lavoro" e non "sul lavoro", come afferma il Prof. Revelli).   Ho iniziato ad apprezzare Valerio Minato nel 2016, quando, volendo regalare a mio figlio Stefano, che da un anno si era trasferito con sua moglie a Zurigo, scorci di T...

ESSERE GUIDA

Immagine
  Caro lettore e cara lettrice, molte amiche e amici mi hanno chiesto perché non scrivo più. Sono sincera: la situazione internazionale è tale che credo che servirebbe silenzio da parte di tutti per trovare la soluzione ai numerosi conflitti che infiammano il mondo. Sono sincera: i cambiamenti climatici sono tali che dovremmo tutti non solo spegnere le luci perché la bolletta è troppo cara, ma dovremmo cambiare proprio radicalmente stile di vita. Dovremmo ascoltare tutti coloro che ci hanno avvisato invano. Ho deciso quindi di tornare a scrivere per parlare di ricerca della felicità e delle scelte necessarie per tentare di raggiungerla, necessarie e faticose, come tutte le scelte. In contrasto con la pesantezza di questi tempi che ci rende infelici, perché la vita è adesso, come canta un nostro famoso cantautore. Oggi ti racconto la storia di Peppe, un ingegnere informatico quarantenne che poco prima dell’inizio della pandemia ha deciso di cambiare radicalmente il suo sti...

SULLA DIVERSITA'

Immagine
  Questa notte ho iniziato a scrivere con il pensiero, mentre ero sdraiata a letto sperando di addormentarmi, un pezzo (un post) sul tema della diversità. Inutile dirti, caro lettore e cara lettrice, che in questi giorni è un tema della campagna elettorale. Le idee nascevano senza alcun problema, fluidamente, ma la stanchezza mi ha impedito di alzarmi ed iniziare a scrivere. Chi di voi mi segue sa già quanto io apprezzi la diversità: è presente nella natura in modo inequivocabile ed è la cifra della bellezza. Non tratterò neanche dell’abuso della parola “normale”, quando sappiamo bene che la normalità non esiste. Tratto della diversità usando un episodio banale ma esemplificativo. Questa mattina ho scoperto di essere stata cancellata dalla chat delle mie vecchie amiche romane del Liceo Classico. In questi anni ne ho ritrovate 16 su 23: difficile riconoscerci fisicamente a volte, più facile ritrovare i tratti della personalità di ciascuna di noi. Ho accettato di essere...

GENERAZIONI FORTUNATE

Immagine
  Vorrei rispondere alla scrittrice, da me molto stimata, nonché collega, Stefania Auci che esamina sulla Stampa di domenica 31.07 la situazione esistenziale della generazione X e implicitamente rispondo anche a chi in precedenza ha scritto sul presunto conflitto generazionale tra boomer e millenial. Mentre leggevo l’articolo, lo riscrivevo così: Sono nato quando l’Italia dichiarò guerra all’Impero Austro-ungarico; Sono diventato orfano nel 1918, perché i miei genitori hanno contratto la terribile influenza spagnola, appena terminò la guerra; Ho studiato, camminando anche nella neve per raggiungere la scuola, con i pantaloncini corti e i geloni; Mi sono sposato il 2 giugno del 1943, la casa dove avrei dovuto abitare con la mia sposa fu bombardata dagli americani il 19 luglio del 1943 (Roma, San Lorenzo); Ho lavorato con onestà (quella vera) e tutti mi stimavano; Ho avuto tre figlie; Ho comprato la  casa  quando andai in pensione con i soldi della liquidazion...