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UTO E GESSO

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    E’ il romanzo di esordio di una scrittrice torinese, Gabriella Dal Lago. Già il titolo mi stupisce: Uto, una non parola o forse un diminutivo e Gesso, che mi riporta alla scuola, al mio lavoro, alla lavagna oppure ad una brutta frattura che necessita di sostegno, supporto, di un gesso, appunto. Uto e Gesso sono due fratelli, Gesso è il maggiore. Quattro anni corrono tra i due. Nel romanzo viene raccontata la loro storia, di figli e fratelli, in una notte di inverno su una autostrada mentre infuria la bufera, non transita nessuna macchina e   loro, di ritorno dalla cena con la madre e il suo nuovo compagno, sono fermi in auto ai bordi della strada in attesa che la bufera si plachi. In quel momento Uto trova il coraggio di dire a Gesso tutto quello che non gli aveva mai detto: il suo voler essere sempre al centro dell’attenzione con quei suoi strani comportamenti. Il fratello minore finalmente aveva trovato il coraggio di parlargli, di dirgli che a 27 anni e...

RACCONTO PER IMMAGINI E NON SOLO

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  Racconto per immagini e non solo della presentazione di "Lo racconto proprio a te" al Circolo dei lettori di Torino   E’ trascorso poco più di un mese e desidero condividere con te, lettore e lettrice del mio blog, la serata al Circolo dei Lettori di Torino, dove ho   presentato il libro nato da questo blog. Un evento per me, che considero il Circolo il “mio” Circolo, un luogo per tutti i cittadini con la passione per la lettura, un evento presentare il libro proprio nella sala grande, quella dove accompagnavo i miei alunni, che alzavano gli occhi verso il lampadario e li sgranavano: non ne avevano ancora visti così belli. Il luogo, dove si celebra la capacità umana di riflettere, raccontare, poetare sulla nostra esistenza, deve essere bello, anzi bellissimo. Oggi appare normale, ma solo qualche decennio fa era cosa straordinaria: nella Torino della Fiat, si producevano cose utili! Gli umanisti erano utili? Io ho sempre ritenuto di sì, ma eravamo pochi a crederl...

LA SAGA DEI FLORIO

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    Stefania Auci ha scritto   la storia dei Florio: un romanzo storico che è   un grande affresco della storia di Palermo, della Sicilia e dell'Italia. Anzi i romanzi sono due: I leoni di Sicilia e l’Inverno dei leoni. Il primo romanzo lo lessi nell’estate del 2019, il secondo solo in questi giorni. Molto difficile riassumerlo, troppi i fatti che vengono narrati e che meritano la tua attenzione. In entrambi ho apprezzato la capacità dell’autrice di descrivere le diverse epoche storiche e la vivacità, la determinazione e la dignità della famiglia Florio, la capacità di farmi palpitare con Donna Giulia e Donna Franca. E’ la storia degli Ignazio e dei Vincenzo Florio, che si susseguono dal 1776 al 1959, portando in eredità dapprima povertà e miseria e poi il nome di casa Florio da onorare e perpetuare di erede in erede. Mentre leggevo il pensiero correva ad altri autori siciliani, prima fra tutti a Giovanni Verga che ci ha magistralmente narrato la storia d...

I TESTAMENTI DI M. ATWOOD E LA GUERRA

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  Questa volta non ti propongo una semplice recensione, un commento ad un libro che molti conoscono e apprezzano. Leggo volentieri i romanzi distopici perché in realtà trovo che le osservazioni, le riflessioni,   che gli autori inseriscono nella narrazione di Stati dittatoriali inesistenti, siano spesso verosimili, spesso realistiche, spesso anticipatrici del mondo che verrà. I romanzi distopici li paragono ai romanzi di fantascienza: gli autori inseriscono ciò che già sta accadendo in una narrazione fantastica. Sta a noi cogliere i messaggi che gli scrittori veicolano nelle loro storie e conservarle nella memoria con cura. Chi non ricorda il rogo dei libri in “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury? Chi non ricorda il Grande Fratello che tutto e tutti controlla nel mondo di G. Orwell in “ 1984” ? Impossibile amare, impossibile ricordare, la propaganda è martellante così come capillare è l’ignoranza, le parole assumono altri significati nella neolingua per cui “la guerra...

CROSSROADS

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L’ultimo libro di Jonathan Franzen viene reputato dai critici letterari come il migliore dei suoi romanzi.  Personalmente io sono stata rapita dalla narrazione e dal narratore, dalla sua bravura nell’indagare e descrivere l’ambivalenza dei sentimenti umani, dalla capacità di spogliare le persone, di mostrarle fragili e vulnerabili come sono veramente al di là dei ruoli e delle maschere sociali. Franzen   definisce il suo romanzo come storico. In effetti è ambientato in una località fittizia all’inizio degli anni ’70 e i temi corali emergono non solo trattando della guerra del Vietnam dal punto di vista dei pacifisti, dei problemi sociali e politici dei nativi americani, ma anche dei contrasti generazionali, tipici di quegli anni, dell’irrompere della droga e dell’alcool nella vita della gioventù americana, dei rapporti con l’autorità che perde autorevolezza agli occhi dei giovani e tra le autorità primeggia Dio, la ricerca da parte di tutti i personaggi del romanzo di un...

DAI TAVOLI ALLE TELE

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    Ci siamo conosciute grazie ad un progetto della Fondazione Carlo Molo e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino dal titolo, “Vie d’Uscita”. Lei giovane, alta, bruna, occhi spalancati sul mondo, io una senior, una caregiver,   bassa, con chioma argentata e occhi disincantati dalla vita. Quando si presenta, lei tirocinante presso la Fondazione Sandretto, racconta che lavora nel campo della ristorazione e deve concordare i permessi per poter partecipare ai nostri incontri, siano essi in presenza oppure on line, come a volte, causa pandemia, si decide di realizzarli. Il progetto Vie d’Uscita è un percorso di arte e movimento dedicato a persone con afasia e ai loro caregiver, nato in risposta al distanziamento sociale e dai luoghi della cultura. A settembre del 2020 in Italia ci è sembrato di essere quasi fuori dal tunnel: molti italiani avevano effettuato la doppia dose di vaccino,   casi di contagio risultavano pochi, le giornate erano ancora...

CI VUOLE CORAGGIO

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  Ci siamo conosciute alcuni anni fa nella Scuola Secondaria di primo grado, dove insegnavo in quel periodo (non è più semplice e chiaro scrivere Scuole Medie? Sono Medie, perché non sono Elementari e non sono Superiori). Si presenta in classe: sorridente, occhi luminosi, capelli grigi, spigliata e soprattutto decisa. Io, insegnante di lettere e responsabile delle attività di promozione alla lettura nel mio Istituto Comprensivo e lei, volontaria della lettura. Ricordo ancora il piacere che quei momenti dedicati alla lettura ad alta voce regalavano a tutti noi, docenti e discenti. Cercavo di organizzarne molti, tra noi in classe, con i volontari come Linda che ho avuto l’onore di conoscere in quegli anni, nelle ore di supplenza, con i genitori la sera. Poi sono trascorsi molti anni e i nostri incontri sono diventati virtuali: ci incontravamo su face book, legate da commenti ai fatti politici, spesso in sintonia.   Di Linda non sapevo nulla, se non della sua disponib...