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I GIORNI DI VETRO

  Nicoletta Verna è stata una scoperta. Lette le positive recensioni al suo ultimo romanzo, ho deciso di leggerlo e di recensirlo. Inizio dal titolo. I giorni di Vetro. Questo genitivo, questo complemento di specificazione indica che i giorni descritti nel libro sono di proprietà di un certo Vetro, un gerarca fascista, un sadico, un assassino. Vetro si chiama così per l’occhio di vetro, ricordo della campagna di Abissinia e delle nefandezze lì compiute dai fascisti. Immagino però che ci sia di più: pungente e tagliente come il vetro, che ferisce e fa sanguinare la carne, è il gerarca fascista che si adopera a torturare due donne, unite inconsapevolmente dall’amore per un giovane partigiano; l’una viene torturata per diletto, ed è la sua sposa, l’altra quando Vetro scopre che è una partigiana. Questo romanzo storico è ambientato dal delitto Matteotti fino ai primi anni del Dopoguerra a Castrocaro e poi a Forlì ed infine sugli Appennini; anni di povertà che diventa ben presto mis...

COME SFASCIARE UN PAESE IN SETTE MOSSE

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  DAL POPULISMO ALLA DITTATURA  Come sfasciare un paese in 7 mosse. La via che porta dal populismo alla dittatura. Ece Temelkuran è una scrittrice, giornalista, commentatrice politica turca e autrice del libro in oggetto. Vive in Europa, come molti altri intellettuali turchi, per non essere perseguitata.   Nel 2012 è stata licenziata dal quotidiano “Haberturk” per aver riportato il massacro di curdi al confine tra Turchia ed Iraq. L’ascoltai al teatro Carignano di Torino durante l’ultima Biennale della Democrazia, in dialogo con la giornalista Francesca Mannocchi. Comprai il libro di cui scrivo e lo lessi con fatica, una fatica psicologica, quella di chi scorge nei fatti avvenuti in Turchia e negli Stati Uniti di Trump o nella Ungheria di Orban delle somiglianze con i fatti della politica italiana. Ho interrotto la lettura diverse volte, per concludere solo pochi giorni fa. Ho avuto bisogno di leggere molti romanzi tra un capitolo e un altro. Il libro era sempre...

CAMMINARE

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Oggi: camminare   Ho un appuntamento importante. Devo scegliere gli abiti giusti, giusti per diverse temperature. Sono emozionata. Cerco colori vivaci per la t-shirt, forse è preferibile che io scelga quella del gruppo. È arancione. Guanti e cappello: è primavera, ma potrebbe fare freddo salendo oltre i 1000 mt. Un cambio se sudo o mi bagno. Borraccia e alimenti da condividere. Un guscio in caso di pioggia. Non manca nulla. Le scarpe, quelle sono fondamentali.   Sono sempre emozionata quando la sera preparo lo zaino per i miei trekking, lunghi o corti. Il mio zaino è bellissimo: arancione con le bandiere nepalesi e lo straccio della pace di Emergency. Ho un appuntamento importante: incontrerò il bosco, con i suoi suoni, il ruscello scorrerà per una parte del sentiero, accompagnandomi con il suo fragore, il suo scorrere potente in questi magici giorni di ricchezza di acque dopo anni di rivi vuoti, torrenti secchi, fiumi ridotti a ruscelli. L'acqua scorre ovunque, l...

UN MONDO A PARTE

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  Piove. Poco, lentamente, direi dolcemente. Fa freddo per essere aprile. Solo dieci giorni fa c’è stata un’ondata di caldo, i fiori dei ciliegi si sono tramutati in frutti, i tulipani sono sfioriti, i vestiti invernali sono stati riposti nell’armadio. Temevo l’arrivo prematuro del caldo. Ora si teme per la raccolta della frutta. Ti racconto l’ultimo film di Riccardo Milani, interpretato magistralmente da Antonio Albanese e Virginia Raffaele, “Un mondo a parte”. Il protagonista è un maestro elementare, Michele e la coprotagonista è la Scuola, quella in crisi di senso, collocata nella grande città, dove i genitori sono aggressivi con i maestri, e quella piena di senso, in una piccola borgata marsicana, dove esiste ancora l’appartenenza alla comunità, il maestro come punto di riferimento per ogni problema, la multi classe. Della prima realtà vediamo poco nel film ma sappiamo tutti noi molto, purtroppo, della seconda ci prepariamo a conoscere qualcosa guardando il film. La S...

GREEN BORDER

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  Quattro anni fa, il 1 febbraio del 2020 in Italia fu dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, a metà febbraio i primi casi in Italia e il nostro modo di percepirci al mondo cambiava radicalmente: un microscopico virus ci ricordava la nostra fragilità e impotenza. Aveva viaggiato dalla Cina, dove da mesi l’epidemia era scoppiata, all’Italia e via via nel mondo. Il Covid bloccò la vita di miliardi di esseri umani, falciandone tanti. Abbiamo vissuto una Pandemia, una tragedia che si ripete ogni cento anni, circa. 774.144.371 casi confermati nel mondo dall’Oms al 14.01.2024 (fonte GIMBE). 7.000.000 di morti nel mondo, ma sono i dati ufficiali. E’ molto probabile che siano molti di più. Due anni fa, 24.02.2022, uno Stato geograficamente europeo invadeva un altro Stato geograficamente europeo, con i carri armati. I carri armati: quelli che osserviamo nei musei e ritenevamo sepolti dalla paura della guerra nucleare. Il nucleare che doveva essere un deterrente, anche se non si capis...

FUMO SULLA CITTA' E PALAZZINA LAF

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  Per fortuna che esistono i librai indipendenti, quelli che leggono per sé e per te, cliente affezionata e a volte amica, quelli che quando gli esponi una curiosità ti indicano il libro per colmarla. Io regalo molti libri: a Natale sicuramente, ma anche per i compleanni. Ai miei figli, ai miei nipoti, regalavo ai miei alunni, regalo ai miei amici. Quindi a Natale mi sono recata più volte presso la “mia” libreria e parlando di Ilva e di Palazzina Laf mi è stato consigliato di leggere “Fumo sulla città”di Alessandro Leogrande. Tu che leggi sai bene che se scopro un cammeo, devo comunicarlo anche a te. Prima di ogni cosa ti presento Alessandro Leogrande, giornalista e scrittore, prematuramente scomparso. Lo faccio con le parole di C. Raimo, scrittore e giornalista, scritte su Internazionale del 25.11.2018: “Nella notte tra il 25 novembre e il 26 novembre del 2017  è morto lo scrittore e giornalista Alessandro Leogrande . Il suo funerale è stato un momento impressiona...

PERFECT DAYS

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      Eccomi a scrivere Buon Anno ai miei lettori e alle mie lettrici. Ho letto libri e guardato film di cui vorrei scrivere, ma come prima recensione del 2024 scelgo di raccontarti lo sguardo sul mondo che sento universale, che auguro a tutti di avere o di scoprire. Komorebi. Leggi ancora perché lo spiego tra qualche riga. Premetto che ammiro il regista Wim Wenders. “Il cielo sopra Berlino” e “Il Sale della terra” sono film indimenticabili per me. La storia di “ Perfect days ” si svolge a Tokyo: premetto che non conosco la capitale del Giappone e i giapponesi se non per i reportage che ho letto. Io ho ammirato la calma che i giapponesi hanno dimostrato durante e dopo il tragico terremoto del 2011 con le conseguenze che tutti sappiamo e che riguardano l’umanità intera. Leggo dei loro turni di lavoro massacranti, della forza che hanno dimostrato dopo la tragedia della bomba atomica sulle loro isole, in altre parole ho di loro un’idea eroica. Il protagonista no...