CUORE NERO
È un romanzo del 2024. Lessi
delle recensioni molto positive e mi apprestai a prenotarlo presso le Biblioteche
civiche torinesi, come uso fare da tempo di prenotare i libri. Se ricordo bene
ero l’ottantottesima in lista di attesa. Considerando che ognuno ha diritto a
un mese di tempo per leggere i libri presi in prestito, ritenevo che prima o
poi l’avrei comprato. Non vi era una sola copia, ora non ricordo bene, ma
eravamo comunque veramente in tanti.
Ed invece, inaspettatamente ho
ricevuto la copia qualche giorno fa.
Ho iniziato a leggere e ho capito
subito che non era il solito romanzo che puoi leggere la sera a letto, una
ventina di pagine alla volta. Ho dedicato una giornata alla lettura di questo
testo, con grandissimo piacere.
Siamo in un luogo remoto, nel
Biellese, a Sassaia. Non lontano da lì, nel 1307 Margherita fu bruciata viva in
quanto eretica. Poco lontano moriva nello stesso modo Fra Dolcino.
Poche case, solo due abitanti, un
restauratore e pastore e un maestro elementare di nome Bruno.
Emilia torna dopo 15 anni, ormai
trentenne, a vivere nella vecchia casa della zia, accompagnata dal padre,
perché non ha altri luoghi in cui nascondersi.
Sta scappando da sé stessa, dalla
sua colpa, dalla gente, dal passato.
Eppure, ha scontato tutta la sua
pena: carcere minorile, carcere e comunità.
Dalla propria colpa, dal male che
si infligge agli altri non hai scampo.
E non sapevo che poi ne
sarebbe arrivato un altro infinitamente peggiore. perché il male che subisci,
adesso lo so, è molto meglio di quello che fai
Pag. 327
Che cos’è il male? È un errore
che fai tu? Una scelta? Oppure è una falla nel tuo sistema, una colpa che c'è
in ogni essere umano? È la follia? È un più, una cellula impazzita con cui
nasci? Oppure è un meno? Io ci penso che sia un meno. Che sia come un vuoto che
si genera da una crepa interiore, e poi ti scava, ti scava, ti annienta… Che in
fondo è la cosa più facile che puoi fare, avercela con tutti perché la
sbagliata sei tu (pagina 326)
Si deve leggere quasi tutto il
libro per scoprire la colpa, il delitto di Emilia.
Qualche indizio viene dato, ma
ciò che viene descritto chiaramente è la vita all’interno dei penitenziari
femminili, la fatica di vivere con la colpa, la voglia di riscatto, la forza
necessaria per riscattarsi e cambiare vita.
A Sassaia Emilia trova l’amore
tra le braccia del maestro elementare, che, a sua volta è una vittima.
Interessante l’intreccio tra il
vissuto della vittima e quello del carnefice, la forza del loro amore che
cambia tutto nelle loro vite.
A mio parere sono entrambi
vittime delle personali tragedie, ma la reazione dei due protagonisti è
diametralmente diversa. Sta al lettore riflettere sulle caratteristiche psicologiche
di ciascuno di due.
Non voglio scrivere altro, perché
ti rovinerei la lettura. Linguaggio scorrevole, descrizioni di luoghi e stati
d’animo molto vicini al vero, intreccio intrigante. Non avevo mai letto nulla di Silvia Avallone e mi ha conquistata.
Quando ho terminato di leggerlo
ho pensato che sarebbe necessaria una copia ridotta per ragazzi, in particolare
per quelli che sanno poco delle conseguenze dei loro atti. Ovviamente vale
anche per gli adulti, ma a me stanno a cuore i giovani.
Buona lettura

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