NASCOSTA TRA I FIORI

 

NASCOSTA TRA I FIORI

 



In questo libro vi è narrata una storia vera, una delle tante di cui non si è a conoscenza, ma la cui conoscenza scalda il cuore.

Una storia vera scritta da Jun’ichi Watanabe, scrittore e medico giapponese.

«Ginko è oggi considerata una delle tre personalità più importanti della prefettura di Saitama e nel 2006 è stato fondato nel suo luogo di nascita, la città di Kumagaya, il Museo Ginko Ogino a lei intitolato. Durante i periodi turbolenti delle ere Meiji e Taisho, Ginko era un “fiore nascosto”, ma alla fine sbocciò in tutto il suo splendore.

Sarei molto felice se il mio romanzo potesse contribuire a far luce sulla sua esistenza.» Jun’ichi Watanabe

 

Una giovane giapponese, di ottima famiglia, viene destinata, come da prassi, ad un uomo più grande di lei e si trasferisce nella nuova casa e come da manuale, la suocera la tormenta.

La sposa ha 16 anni.

Quante volte in questi ultimi decenni abbiamo criticato la prassi di alcuni popoli di far sposare le bambine: le spose bambine.

Gin, il suo nome, a soli 16 anni si ritrova a vivere la sua vita obbedendo a marito e suocera, pulendo e servendo. Ma la tragedia scatta quando si ammala di gonorrea, a causa ovviamente del marito. Malata, non curata e non vista, costretta a lavorare con la febbre e i dolori, scappa.

Scandalo! Già, lo scandalo non è di sposare una bambina contro la sua volontà, di contagiarla e di non curarla, lo scandalo è quello dell’abbandono del tetto coniugale.

Gin torna dai suoi genitori, dalla sua famiglia. Le sorelle si sono sposate e vivono altrove. La mamma comprende e nel silenzio si occupa di lei. Segregata nella stanza interna della casa, in modo da non destare ulteriore scandalo.

Gin è una ragazza molto intelligente, che aveva già dato prova, prima del matrimonio, delle sue eccellenti capacità. Piano piano, grazie alle cure del medico, che la stima e della figlia del medico, una donna autonoma, comprende che il suo destino, non potendo più avere figli ed essendo una malata cronica, è quello di studiare, cosa che ama. Un ricovero in ospedale per l’aggravamento della malattia la convince a studiare medicina per aiutare le donne, contagiate da malattie sessuali, come lei, a non dover essere costrette a subire umiliazioni e soprusi.

Una scelta molto coraggiosa nel Giappone di fine Ottocento, dove le donne non potevano esercitare la professione del medico e neanche studiare all’Università, dove solo recentemente si stava affermando anche la medicina occidentale, oltre a quella tradizionale cinese.

Gin, che cambierà il suo nome in Ginko, affronta tutte le difficoltà: viene abbandonata dalla famiglia, tranne una sorella che la sostiene un po' economicamente, deve sopportare pregiudizi, povertà, solitudine, esclusione e disprezzo da parte degli studenti, lei, unica donna e anche carina, affronta il ripetuto rifiuto da parte del Ministero di potersi iscrivere al concorso per esercitare la professione medica, insomma una storia di difficoltà estreme che la vede combattere per dieci anni, fino ad ottenere ciò per cui ha vissuto e lottato proprio nel momento in cui sua madre muore senza aver potuto riabbracciarla.

Dal momento in cui apre il suo primo studio medico, la sua vita cambia radicalmente. Diventa un’icona per donne e per alcuni uomini. Una eroina, un esempio, una mecenate, una volontaria, fino alla conversione al cristianesimo e all’incontro con un uomo, l’unico che inciderà nella sua vita di donna sola, al punto da sposarlo, anche se molto è più giovane di lei.

Il seguito della storia lo potrai scoprire da solo/a, lettore e lettrice del mio blog. 


 

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