Viola ed Ercole, vogano in silenzio sul fiume Po, procedendo allo stesso ritmo. “ Negli occhi la partenza..... e nel respiro una quieta fiducia, come quella di certe anime scalze mentre risalgono il fiume in cerca della sorgente”. Con questa immagine si chiude l'ultimo romanzo di Fabio Geda, l'immagine di due adolescenti in cerca di se stessi e delle risposte alle domande senza tempo e senza luogo. Si tratta di un romanzo di formazione con al centro un adolescente, che vive una vita complicata e complessa, Ercole. Proprio come il mitico Ercole, il protagonista del romanzo deve essere coraggioso per affrontare le sfide che la vita gli presenta fin dall'età di 6 anni: prima la morte drammatica della nonna e poi la sparizione della mamma, che costringerà sua sorella Asia a crescere velocemente per occuparsi di lui e del padre. Il pensiero della mamma lo accompagna lungo il suo cammino, “ tristezza che io sentivo sulle spalle e sul collo, come stessi scavando un buc...
La tragedia elettronica In questi giorni di inizio giugno a Torino si sta svolgendo la diciannovesima edizione del Festival Internazionale dedicato all'Ambiente in concomitanza con Il 5 giugno in cui si festeggia la giornata mondiale dell'Ambiente. Oggi al Centro Studi Sereno Regis è stato proiettato il documentario “La tragedia elettronica ” di Cosima Dannoritzer. Il doc dura 90' ed è il frutto di tre anni di ricerche, di interviste e riprese in varie parti del mondo. Il film inizia nella discarica di rifiuti elettronici di Accra, Ghana. Un'enorme discarica dove i bambini cercano materiali da riciclare, mettendo a rischio la loro salute. Mike Anane, giornalista del Ghana, si pone una domanda. Come è possibile che i pc inglesi si trovino in una discarica africana? Grazie ai codici e agli indirizzi ancora presenti sui pc, Mike parte per la Gran Bretagna alla ricerca della verità. Scopre ben presto che il sistema dello smaltimento differenziato in Euro...
Cara lettrice, caro lettore, questa è una intervista ad un giovane e talentuoso musicista. Proprio oggi, leggendo il quotidiano La Stampa, trovo un trafiletto che parla di lui. Se non lo conosci, ti consiglio di recarti ad un suo concerto. Ci incontriamo in una splendida giornata di sole di inizio marzo. L’aria è profumata, grazie a otto giorni di pioggerellina che ha ridato la vita agli alberi, esausti dalla lunga siccità. Sono seduta su una panchina di legno, ancora un po’ umida e lo aspetto in questa piazza un po’ parigina, Piazza Bodoni, guardando la statua equestre e ascoltando involontariamente le difficoltà della vita che due giovani amiche, sedute accanto a me, si confidano. Conosco già David, perché l’ho ascoltato suonare al Conservatorio di Torino durante la serata intitolata “Spegniamo i confini”, ho apprezzato la sua introduzione, nella quale ci ha suggerito le emozioni che i musicisti da lui interpretati vollero trasmetterci. Ho apprezzato il silenzi...
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