lunedì 3 marzo 2025

NONNI INSIEME: LA NONNITA' CONDIVISA

 





Le chiedo una intervista. Sono incuriosita dalle sue molteplici attività, vorrei saperne di più per raccontarle a te, lettrice e lettore del mio blog.

Il primo appuntamento salta: l’intervistata ha troppi impegni e troppi interessi. Sorrido pensando a come sono cambiate le nonne. Un tempo, negli anni 1960, gli anni della mia giovinezza, io la mia nonnina l’andavo a trovare a casa e la trovavo sempre, pulita e profumata, con la sua lunga treccia bianchissima, seduta sulla sua poltrona ad aspettarmi e a ringraziarmi della visita, che le dava gioia e sollievo nella vecchiaia.

Non mi è mai venuta a prendere a scuola, né mi ha preparato torte alle mele e neanche ha mai pensato ad organizzarmi momenti ludici o educativi.

Raccontava di sé, del suo mondo ed io l’ascoltavo. Raccontava fiabe ed era bellissimo, mano nella mano, quasi un atto religioso, il nostro. Ricordo ancora L’usignolo dell’imperatore. Lei era la protagonista assoluta, a lei dovevo rispetto e gentilezza, attenzione e cura. Non mi era difficile, affatto, era naturale proteggere chi era debole tra noi, tra una ragazzina e una donna anziana, non vi era alcun dubbio.

Io sono grata per aver avuto la fortuna di averla ascoltata: unica sopravvissuta dei quattro nonni, si era salvata dai dieci parti, dalla influenza spagnola che seguì alla Prima Guerra mondiale e dalla fame patita a Roma durante la Seconda Guerra M., dal dolore della morte di quattro figli e del marito. Una donna forte e serena. Cieca.

La nonna che ho intervistato invece è una pensionata attivissima e difficile da fermare nella sua corsa.

Molte donne (persone, ma ora mi concentro sulle donne) nate a cavallo o dopo la Seconda Guerra Mondiale sono state protagoniste degli eventi storici che hanno caratterizzato la seconda parte del Novecento in Europa: tempo di pace, tempo di riforme, tempo di speranze, tempo di partecipazione, tempo di democrazia dopo i totalitarismi e i cinquantamilioni di morti, dopo gli orrori che ci hanno convinto a credere nella Pace duratura e a lavorare per essa ovunque, nelle case e nelle scuole, negli oratori e nelle associazioni.

La donna che vi presento riassume molto bene queste caratteristiche umane: ha sempre la stessa voglia di cambiare il mondo che aveva da giovane.

Capelli grigi, corti, un bel taglio con una frangetta che scosta dalla fronte molto spesso mentre parla, corporatura media, quella della generazione di cui parlo, in cui poche di noi erano alte, spalle un po’ curve che insieme alle rughe segnano l’età, ma occhi vivacissimi ed eloquio sciolto.

Maria, nome reale, è un vulcano di idee.

Io l’ho conosciuta come coordinatrice e organizzatrice di un gruppo nato nel 2017, che chiamerò il gruppo dei diciannove, formato da nonne e nonni e che si riunisce periodicamente presso la Casa del Quartiere di San Salvario di Torino al fine di confrontarsi sulla Nonnità.

Che bel termine! Un neologismo non ancora registrato dalla Treccani.

La Nonnità.

Dentro c’è l’amore sconfinato per i nipoti, i figli dei propri figli, per la loro crescita in questo mondo agitato da tante tempeste, c’è il ricordo del nostro essere state giovani mamme, c’è il dolore del distacco  dai nipoti che vivono all’estero; dentro questa parola c’è la responsabilità che sentiamo per il mondo che abbiamo sognato, per il quale abbiamo lavorato e che oggi non sentiamo nostro, perché ogni giorno ci dimostra che è molto diverso da quelle conquiste che credevamo consolidate. Ed è il mondo che stiamo per lasciare in eredità.

È il senso di responsabilità che spinge Maria a vivere da cittadina attiva all’indomani della pensione. E lo fa con amici e colleghi di una vita.

“Dopo aver lavorato tutta una vita per cambiare il mondo, non è possibile fermarsi”

È il caso, come succede spesso, a far nascere il progetto Nonninsieme.  Il gruppo si racconta nel libro “Essere nonne e nonni oggi” Echos edizioni: la nascita, gli obiettivi, il metodo,gli argomenti.

Il gruppo originario decise di aprirsi a tutti coloro che sentivano la necessità di confrontarsi sui rapporti a volte complicati con i figli,le figlie, le nuore, i generi, i consuoceri e sulle problematiche tipiche dell’infanzia e dell’adolescenza di oggi.

Nacquero così le iniziative pubbliche, il Salotto delle nonne e dei nonni e gli Aperinonni, a cui nel 2017, la prima volta, parteciparono trenta nonni, mentre oggi ben settecento persone hanno lasciato la loro mail, li chiamerò da ora il gruppo dei 700. Grazie alla tecnologia, di cui Maria e Filippo, altro cofondatore storico del gruppo, sono padroni, gli incontri si svolgono anche on line, oltreché in presenza.

Non tutti e 700 partecipano attivamente, ma grazie al canale Youtube Nonninsieme, è possibile accedere alla registrazione degli incontri con gli esperti, che man mano vengono invitati dal gruppo dei 19, o meglio dal gruppo ristretto degli organizzatori.

È evidente che il successo di questa proposta nasce da un bisogno presente nella cittadinanza. Ci sono tantissimi nonni attivi in circolazione.

Viva i nuovi nonni: competenti, rispettosi e accomodanti, dove i vecchi nonni, anzi le vecchie nonne, pretendevano che la loro esperienza dettasse le regole.

Viva i nonni che lavorano, studiano, si innamorano……[1]                                                          

Lo sai che l’Italia ha il primato di anziani: chi sono questi over sessantacinquenni? E come vivono gli anziani? Le ricerche sociologiche o scientifiche si soffermano spesso sugli anziani non autosufficienti, oppure delle spese mediche, ma molto meno di quanto sia necessario sul fatto che, per la prima volta nella storia dell’umanità, gli anziani siano una risorsa affettiva ed economica per i giovani. I nonni svolgono un ruolo importante per le giovani famiglie, sono di aiuto e sostegno in moltissimi casi.

C’è la consapevolezza del ruolo e della funzione educativa dei nonni?

Io sono diventata nonna nel 2018 e da quel momento ho iniziato a desiderare di condividere la mia esperienza con altre nonne e altri nonni. Sono una nonna che viaggia, perché la mia Italia non sempre sa valorizzare chi ha formato per anni nelle aule e lo lascia andare altrove. I miei nipoti sono bilingui e globetrotter e quando li vedo vorrei poter recuperare tutto il tempo perduto; sto moltissimo con loro perché so che poi per un po’ non li vedrò e loro cresceranno e perderò le loro conquiste, le loro fatiche. E li troverò sempre troppo cresciuti. E riannoderò il filo rosso che ci lega, l’amore e riprenderò la storia iniziata a leggere e non finita, il gioco non terminato, per indicare una continuità affettiva che c’è, in una discontinuità spazio temporale che è reale. Da nonna che viaggia ne consegue che non ho con chi condividere la mia esperienza e aver incontrato il gruppo Nonninsieme è stato per me importante e arricchente. Ho ascoltato storie, ho ascoltato suggerimenti, ho posto domande.

La solitudine fa male, la partecipazione e la condivisione fanno bene.

Da questo principio, il piacere e la necessità di condividere la propria esperienza nel gruppo dei diciannove, che nasce e cresce il gruppo fino agli attuali settecento. La necessità di condividere ciò che si vive è tipica del docente.  Infatti Maria è una ex docente, già membro del Gruppo per l’integrazione scolastica dell’ufficio scolastico di Torino, già Responsabile dei servizi scolastici legge 104/92del Comune di Torino, nonché formatrice Feurstein, cosa che meriterebbe una intervista e un articolo a parte.  

Condividere. Fare ancora ciò che si è fatto per una vita e mettere le proprie competenze al servizio.

È il motivo per cui è nato il mio blog, questo spazio virtuale nel quale lancio messaggi a chi legge.

Nelle statistiche a volte scopro che mi leggono da luoghi remoti e mi chiedo come sia possibile, visto che il mio testo è scritto in italiano. Ovviamente mi fa piacere e spero sempre che la mia intervista o la mia recensione possa essere utile a qualcuno. Dedico il mio tempo anche a questo. Trovo terribilmente sterile sapere qualcosa e non comunicarlo, condividerlo.

Se tu, lettore e lettrice, sei curiosa/o ti indico come saperne di più:

-      Pagine face book, Nonninsieme- gruppo San Salvario Torino

-      Canale Youtube Nonninsieme

-      A.A.V.V. La nonnità, Neos edizioni, Torino, 2021

-      Nonni insieme, Essere nonne e nonni oggi, Echos edizioni, Giaveno, 2024

-      Silvana Quadrino, Mauro Doglio, Si fa presto a dire nonni, Uppa edizioni, Bergamo,2022

In questi giorni in cui l’ordine mondiale che si affermò con la Conferenza di Yalta sta cambiando rapidamente sotto i nostri occhi, in questi giorni di incertezza e paura, in questi giorni di lutto per le enormi sofferenze dei popoli in guerra, sentire una nonna, una donna, una formatrice affermare che:

ho voglia di cambiare il mondo e moltissima speranza, desidero vivere al meglio, non pensare a me stessa e fare ciò che so fare, quando incontro i miei nipoti e i Fridays sento che i giovani sono meravigliosi”

Ecco, questo messaggio di forza e di speranza non posso proprio tenerlo per me e lo lancio in rete, che arrivi dove e a chi vorrà leggerlo e condividerlo, perché anche io faccio parte di quella generazione che crede nella necessità della condivisione e della partecipazione per vivere in una Democrazia imperfetta e perfettibile, ma pur sempre Democrazia.

 



[1] Lidia Ravera, Prefazione a A.A.V.V,,Nonnità”, Neos Edizioni, Torino 2021