mercoledì 7 agosto 2024

I GIORNI DI VETRO

 

Nicoletta Verna è stata una scoperta. Lette le positive recensioni al suo ultimo romanzo, ho deciso di leggerlo e di recensirlo.

Inizio dal titolo. I giorni di Vetro. Questo genitivo, questo complemento di specificazione indica che i giorni descritti nel libro sono di proprietà di un certo Vetro, un gerarca fascista, un sadico, un assassino. Vetro si chiama così per l’occhio di vetro, ricordo della campagna di Abissinia e delle nefandezze lì compiute dai fascisti. Immagino però che ci sia di più: pungente e tagliente come il vetro, che ferisce e fa sanguinare la carne, è il gerarca fascista che si adopera a torturare due donne, unite inconsapevolmente dall’amore per un giovane partigiano; l’una viene torturata per diletto, ed è la sua sposa, l’altra quando Vetro scopre che è una partigiana.

Questo romanzo storico è ambientato dal delitto Matteotti fino ai primi anni del Dopoguerra a Castrocaro e poi a Forlì ed infine sugli Appennini; anni di povertà che diventa ben presto miseria, di lutti, di ingiustizie contro le quali lotta Bruno, un bastardo che si è fatto amare e che ben presto diventa Diaz, capo partigiano.

Le due donne, di cui è difficile dimenticarsi, si chiamano Redenta e Iris.

 

La storia trasuda violenza: la scrittrice ha affermato di aver scelto di scrivere della violenza di ieri per parlare di quella di oggi. Forse potremmo dire della violenza di sempre.

Non ti racconto altro, caro lettore e cara lettrice: se ti ho incuriosito, ti consiglio di leggerlo.